Ottobre 21, 2021

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Libano, spari sulla folla a Beirut: 6 morti e decine di feriti

Libano, spari sulla folla a Beirut: 6 morti e decine di feriti

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Secondo notizie riportate da Arab News si contano sei morti dopo le violenze scoppiate nei pressi di una protesta contro il giudice titolare dell’inchiesta sull’esplosione del 4 agosto dello scorso anno al porto di Beirut. In precedenza i media libanesi riferivano un bilancio di quattro morti, compresa almeno una donna rimasta uccisa a Tayouneh. Il Jerusalem Post scrive di almeno sei morti e 60 feriti.

L’epicentro delle violenze, scoppiate attorno alle 11 locali (le 10 in Italia) continua a essere la parte meridionale della città e a circa un chilometro dal palazzo di giustizia.

Qui era programmato un sit-in di Amal contro l’inchiesta in corso sull’esplosione del 4 agosto 2020 al porto di Beirut, nella quale sono rimaste uccise 219 persone. I media affermano che una donna è tra le 4 vittime. Secondo le prime ricostruzioni è stata raggiunta da una pallottola vagante mentre si trovava nel suo appartamento vicino a Tayyoune. Gli scontri sono scoppiati durante le proteste contro il giudice principale che guida le indagini sull’esplosione, Tarek Bitar. Lo riporta l’agenzia di stampa libanese Nna che segnala la presenza di cecchini e l’impiego di Kalashnikov, pistole e granate. La manifestazione, davanti al Palazzo di giustizia, è stata indetta da Hezbollah e dai suoi alleati, che chiedono la rimozione del giudice.

Libano, spari sulla folla a Beirut: morti e feriti

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Non è chiaro cosa abbia scatenato gli spari. Un giornalista di Associated Press ha visto un uomo aprire il fuoco con una pistola durante la protesta e uomini armati sparare in direzione dei dimostranti dal balcone di un edificio.

L’esercito libanese ha chiesto ai civili di abbandonare le aree interessate dalle tensioni. Su Twitter, come riporta ancora l’agenzia Nna, l’esercito ha avvertito che le unità dispiegate nelle aree dove si registrano tensioni «apriranno il fuoco contro qualsiasi persona armata in strada e contro chiunque spari da qualsiasi direzione», chiedendo ai civili di lasciare le strade.