HomeUltimo minutoIl Perù conteso tra la figlia di Fujimori e il maestro marxista

Il Perù conteso tra la figlia di Fujimori e il maestro marxista

Un finale al fotofinish. E un presidente che, comunque vada a finire, dovrà guidare un Perù spaccato in due. Onorate quindi le premesse di una campagna elettorale con toni accesi: «Viva el Perù, carajo» è lo stilema di Pedro Castillo, «Unidos por la paz», quello di Keiko Fujimori.

Il primo, Pedro Castillo, è il candidato della sinistra, e si gioca la vittoria con Keiko Fujimori, candidata della destra. Chiunque vinca, sarà una vittoria risicata. Al ballottaggio delle elezioni presidenziali, entrambi oscillano attorno al 50%. Un “testa a testa” che potrebbe generare contestazioni e quindi la richiesta di un riconteggio. «Il Paese è spaccato esattamente a metà», dice Alfredo Torres, responsabile dell’Ipsos, l’Istituto di sondaggi, che per ora sforna dati di “parità tecnica”.

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Castillo in vantaggio al primo turno

Al primo turno di votazioni dell’11 aprile scorso Castillo risultò primo con il 18,92% dei voti contro il 13,41% ottenuto da Fujimori, ma la potente macchina organizzativa del vecchio padre di Keiko, Alberto Fujimori, 83 anni, ha consentito alla figlia di recuperare molte posizioni.

Un Paese di 32 milioni di abitanti diviso, quindi, ma soprattutto impoverito da una lunga crisi economica e dall’impatto del Covid che ha provocato più vittime che in qualsiasi altro Paese latinoamericano (in proporzione alla popolazione). Sono 185mila i morti registrati in Perù a causa della pandemia.

Il Perù anelato da Keiko, 46 anni, la hija, ovvero la figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori, che ha governato e spadroneggiato dal 1990 al 2000, è ancorato a principi neoliberisti e delinea scelte all’insegna della continuità con il modello conservatore, innervato di qualche concessione populista. Si chiama Fuerza Popular, il partito di Keiko, e in campagna elettorale ha rilanciato con forza il sistema di libero mercato.

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