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Doccia fredda per la Cina e le 59 aziende della black list di Joe Biden

Sorprende l’esclusione di Commercial Aircraft Corp of China (COMAC), concorrente di Boeing e Airbus, così come delle due società che avevano contestato il divieto in tribunale, Gowin Semiconductor Corp e Luokung Technology Corp, anche loro non sono state incluse.

A maggio il produttore cinese di telefonini Xiaomi, tra le società tecnologiche cinese preso di mira per presunti legami con l’esercito cinese era riuscito ad essere escluso dalla lista per ordine di un giudice.

Le azioni di Xiaomi nel frattempo sono volate, ha superato il concorrente Huawei nel mercato domestico dei telefonini, con un aumento del fatturato del 54,7% a 76.9 miliardi di yuan pari a 12 milioni in tre mesi.

Huawei, al contrario, che nella lista è ancora presente, continua a perdere colpi anche sul fronte della competizione internazionale, a causa delle disdette a catena per il 5G.

Anche le principali aziende cinesi incluse nella precedente lista del dipartimento della difesa sono state inserite nell’elenco aggiornato, tra cui Aviation Industry Corp of China (AVIC), China Mobile Communications Group, China National Offshore Oil Corp (CNOOC), Hangzhou Hikvision Digital Technology e Semiconductor Manufacturing International Corp (SMIC). Quest’ultima è la chiave di volta della strategia cinese per rilanciare il suo settore dei chip nazionali. Debuttano Zhonghang Electronic Measuring Instruments e Jiangxi Hongdu Aviation Industry

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