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Volo Ryanair dirottato a Minsk, la Ue verso una no-fly zone sulla Bielorussia. Congelati 3 mld di aiuti

Le reazioni internazionali

La stretta della Ue suggella una lunga serie di risposte al dirottamento da governi e istituzioni internazionali. Anche Italia e Germania hanno convocato i rispettivi ambasciatori bielorussi per chiedere conto dell’episodio. In giornata la Lituania, il paese di partenza dell’aereo, ha annunciato il divieto di volare nei cieli della Bielorussia, richiamando in patria tutti i cittadini che vivono nel Paese. Una mossa simile a quella di Regno Unito e Francia, mentre la Polonia ha chiesto di sospendere tout court i voli fra Unione europea e Bielorussia. Gli Usa parlano di «atto scioccante» e chiedono un’indagine internazionale

La Bielorussia: è stata una scelta del comandante

La Bielorussia ha respinto le accuse, imputando la deviazione a una scelta del comandante. Secondo il capo dell’Aeronautica bielorussa, è stato il capitano a decidere di fare atterrare il volo di linea Ryanair a Minsk, «senza pressioni esterne», dopo essere stato avvertito di un allarme bomba. «La decisione è stata presa dal comandante dell’equipaggio senza interferenze esterne», ha detto Igor Goloub, comandante dell’aeronautica. La decisione, ha poi dettagliato il direttore del dipartimento dell’aviazione del ministero dei Trasporti, Artem Sikorsky, sarebbe imputabile una e-mail minatoria dell’organizzazione palestinese Hamas. «Noi, i soldati di Hamas, chiediamo che Israele cessi il fuoco a Gaza e chiediamo che l’UE rinunci al suo sostegno a Israele. I partecipanti al forum economico di Delfi tornano a casa con il volo 4978. Una bomba è stata messa in questo aereo. Se non soddisfate le nostre richieste, esploderà sopra Vilnius», recitava la mail.

Anche la Russia, legata a Belarus, è finita nel mirino di critiche e ha respinto qualsiasi accusa a proprio carico. «È scioccante che l’Occidente consideri l’incidente nello spazio aereo bielorusso “scioccante”», ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova sulla sua pagina Facebook, notando che i Paesi occidentali sono stati in passato colpevoli di «rapimenti, atterraggi forzati e arresti illegali». Il Cremlino ha poi precisato di non affrettarsi a «sostenere nessuno».

Bielorussia, Lukashenko limita attività dei media

Intanto il leader bielorusso Alexander Lukashenko ha firmato una legge che limita drasticamente le attività dei media e consente la loro chiusura senza un’udienza in tribunale. In base alla nuova legge, ai mezzi di informazione è vietato fare resoconti in diretta su raduni di massa non autorizzati. Consente inoltre al ministero dell’Informazione di ordinare la chiusura di un media; in precedenza le chiusure dei media richiedevano una decisione del tribunale. Altre restrizioni includono il divieto di pubblicazione dei risultati di sondaggi d’opinione non autorizzati dal governo.

L’episodio (e la versione di Ryanair)

L’episodio risale a domenica 23 maggio. Il volo Ryanair FR4978, diretto da Atene a Vilnius in Lituania, è stato dirottato da un jet dell’aviazione militare bielorussa verso Minsk, la capitale dell’ex repubblica sovietica. Secondo quanto ha riferito un portavoce di Ryanair, al pilota del Boeing 737 della compagnia sarebbe stata notificata una «potenziale minaccia alla sicurezza a bordo». Una volta atterrati a Minsk le autorità locali sono salite a bordo e hanno arrestato Roman Protasevich, giornalista che ha coperto le elezioni del 2020 denunciando le irregolarità e i brogli che avrebbero condotto alla rielezione dell’autocrate Alexander Lukashenko. Solo in serata l’aereo è nuovamente decollato verso la sua destinazione originaria. L’amministratore delegato della società, Michael O’Leary, ha denunciato il «sequestro di Stato» subìto dall’aereo della sua compagnia.

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