HomeUltimo minutoRegno Unito, la variante indiana rallenta la corsa alle riaperture

Regno Unito, la variante indiana rallenta la corsa alle riaperture

La tabella di marcia delle riaperture

La tabella di marcia stabilita dal premier Boris Johnson finora è stata rispettata: lunedì scorso è scattata la penultima fase, con la riapertura di ristoranti, pub, cinema, palestre, stadi, gallerie e musei e la possibilità di viaggiare all’estero, anche se solo verso i pochi Paesi classificati come “verdi” – in Europa solo Portogallo e Gibilterra.

La prossima tappa è prevista il 21 giugno, data in cui la vita dovrebbe tornare alla normalità, secondo le intenzioni di Johnson: niente più obbligo di mascherine o distanziamento sociale, niente più limitazioni al numero di persone che possono riunirsi per matrimoni, funerali o feste. Gli esperti hanno però avvertito che il rapido diffondersi della variante indiana in Inghilterra potrebbe costringere a un rinvio della riapertura oltre la fine di giugno. Negli ultimi giorni vengono fatti test a tappeto, soprattutto nelle zone più colpite dalla variante indiana, nel nord dell’Inghilterra intorno a Bolton e Manchester e in alcuni quartieri di Londra. Nella capitale dieci unità mobili vengono inviate ogni giorno in zone diverse per fare test dodici ore al giorno.

Troppa fiducia

Il problema è che il successo del programma di vaccinazione e la graduale riapertura di negozi e ristoranti ha dato alla gente l’impressione che il pericolo sia passato, generando un senso di fiducia che potrebbe rivelarsi un boomerang. Meno persone si fanno avanti per un test gratuito adesso, mentre settimane fa c’erano lunghe code per il test per la variante sudafricana o, prima ancora, la variante inglese.

La situazione resta in miglioramento per ora, con un calo costante dei decessi a 7 al giorno e 2.800 nuovi contagi, mentre oltre due terzi della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino. Nei prossimi giorni verranno chiamati i trentenni e ventenni e l’intera popolazione dovrebbe essere vaccinata entro luglio. Però, come ha ricordato Johnson in un appello alla nazione, la variante indiana rappresenta un rischio e «non è ancora il momento di abbassare la guardia».

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