HomeUltimo minutoL’Europarlamento blocca l’accordo tra Unione e Cina

L’Europarlamento blocca l’accordo tra Unione e Cina

Il Parlamento europeo ha deciso ieri di congelare l’attesa ratifica dell’accordo raggiunto dall’Unione europea con la Cina per regolamentare gli investimenti bilaterali finché Pechino non abolirà le sanzioni adottate recentemente, anche contro alcuni deputati europei.

La decisione era nell’aria da quando la stessa Commissione europea aveva avvertito qualche giorno fa che non avrebbe fatto campagna attiva per una rapida ratifica dell’intesa.

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La risoluzione è stata approvata con 599 voti a favore, 30 contrari e 58 astenuti. La presa di posizione è giunta dopo un botta e risposta politico tra Bruxelles e Pechino. L’Unione europea ha deciso all’inizio dell’anno di introdurre sanzioni contro la Cina per protestare contro la situazione in cui versa la minoranza musulmana uigura nel Paese asiatico (si veda Il Sole 24 Ore del 23 marzo). Per tutta risposta, Pechino ha annunciato ritorsioni, sanzionando anche alcuni eurodeputati.

Nel testo della risoluzione approvata ieri pomeriggio in sessione plenaria si legge che le contro-sanzioni cinesi sono «arbitrarie e immotivate», senza fondamenta nel diritto internazionale. Di conseguenza, il Parlamento europeo «subordina la sua ratifica dell’accordo di investimento alla revoca delle misure sanzionatorie da parte del governo cinese» (si veda Il Sole 24 Ore del 31 dicembre). «Le relazioni sino-europee non possono continuare come se niente fosse».

«Decidendo le sanzioni, la Cina ha fatto male i conti. Dovrebbe imparare dai suoi errori e ripensarci. A causa delle sanzioni cinesi, l’accordo sugli investimenti è stato messo nel congelatore», ha affermato Reinhard Bütikofer, un eurodeputato verde tedesco oggetto di sanzioni cinesi. Le risoluzioni parlamentari non sono vincolanti, ma in questo caso la posizione del Parlamento ha un peso specifico poiché spetta all’assemblea ratificare l’intesa.

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