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Juve, la lunga marcia di Rabiot. Dalla lista dei partenti a perno del futuro

Il francese è stato protagonista di una stagione altalenante ma finita in crescendo, per rendimento e incisività. In campionato ha firmato 4 gol, eguagliando il suo record in una singola stagione

Il francese Adrien Rabiot, classe 1995, è stato a lungo il simbolo della Juve discontinua e ballerina vista in stagione, tesa fra aspettative altissime e un rendimento invece che l’ha lasciata prematuramente fuori dal podio. Così il centrocampista, arrivato due stagioni fa a parametro zero e con un ingaggio da 7 milioni, ha navigato incerto per tre quarti della stagione, senza mai diventare punto di riferimento inamovibile ma senza nemmeno eclissarsi dai radar, salvo inventarsi un finale in crescendo wagneriano, a suon di prestazioni di alto livello e personalità lievitante. Come anche Pirlo ha “certificato” dopo la decisiva vittoria di Bologna: “Rabiot ha fatto un finale di stagione straordinario, togliendosi tutte le incertezze che aveva. Ha dimostrato di essere un campione”. Un campione che intanto parteciperà con la Francia ai prossimi Europei.

Numeri—  

Il finale di stagione intanto gli ha permesso di riscattare un’annata fatta di luci ed ombre nonostante il primato di presenze (47, quante quelle collezionate da Kulusevski), e soprattutto gli ha aperto le porte per un futuro ancora juventino, dopo che il suo nome, fino a poche settimane fa, era inserito fra i probabili partenti di fine stagione. Anche i numeri sono dalla sua parte: 4 gol in campionato li aveva segnati solo una volta in carriera, in Ligue 1, con la maglia del Paris Saint Germain, stagione 2014-15. Sommando la rete che ha realizzato nel ritorno contro il Porto, il suo totale di stagione sale a 5. Non solo, contro il Bologna ha fatto registrare il record di presenze in un campionato nazionale: 34, contro le 33 del 2017-18, sempre col Psg.

La svolta—  

Da delusione a probabile punto fermo per il prossimo campionato, scindendo il suo destino da quello dell’altro parametro zero Ramsey, col quale è stato a lungo “gemellato” negli scenari di Juve del futuro: il riscatto è passato in particolare dal grande assist fornito a Ronaldo contro l’Udinese, quando il portoghese ha ribaltato un match che sembrava segnato, e dall’accoppiata gol-assist realizzata contro il Sassuolo, una “doppietta” che non gli era mai riuscita in precedenza. Sempre titolare (e per tutti i 90’) nelle ultime cinque gare, ha offerto un contributo crescente in termini di partecipazione alla manovra e incisività, mostrando, in particolare nel delicatissimo match col Bologna, grandi capacità di inserimento, di movimento fra le linee e di prontezza nel ribaltamento dell’azione. Insomma, di poter essere un giocatore “nuovo” nella Juve del futuro.

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