HomeUltimo minutoIsraele, nuovi raid su Gaza e Razzi di Hamas verso basi aviazione

Israele, nuovi raid su Gaza e Razzi di Hamas verso basi aviazione

Ue chiede cessate il fuoco

La videoconferenza di martedì dei ministri degli Esteri dell’Ue sul conflitto israelo-palestinese non ha prodotto una posizione comune dei 27 Stati membri, con l’Ungheria che non concorda con «il senso generale della discussione» espresso in conferenza stampa a Bruxelles dall’Alto Rappresentante Josep Borrell. «Sono lieto – afferma Borrell – di dire che 26 Stati su 27 abbiano sostenuto questo senso complessivo della discussione», dato che, essendo una riunione informale via videoconferenza, non si tratta di conclusioni formali del Consiglio. L’Alto rappresentante ha parlato di « peggiore recrudescenza di violenza in Israele e nei Territori palestinesi dal 2014». «Il testo finale – aggiunge – riflette il senso complessivo», pur con le sfumature che alcuni hanno espresso, sostenendo che «la priorità è l’immediata cessazione di ogni violenza e l’attuazione di un cessate il fuoco». Lo scopo – ha detto Borrell – è proteggere i civili e dare pieno accesso umanitario a Gaza. «La seconda cosa è considerare che l’aumento della violenza negli ultimi giorni ha portato ad un elevato numero di vittime civili, tra cui donne e bambini, e questo è inaccettabile. Ancora una volta, condanniamo gli attacchi con i razzi di Hamas, un gruppo terrorista, sul territorio israeliano. E sosteniamo appieno – dice ancora Borrell – il diritto di Israele di difendersi, ma consideriamo anche questo deve essere fatto in modo proporzionato, rispettando il diritto umanitario internazionale. C’è stato ancora un forte sostegno a che non si proceda con gli sgomberi a Sheikh Jarrah, in linea con le posizioni dell’Ue sugli insediamenti».

Il giallo del cessate il fuoco

Martedì sera intanto si è saputo che l’Egitto avrebbe proposto, «attraverso canali privati» un cessate il fuoco tra Israele e Hamas a partire da alle 6 di mattina (ora locale) di giovedì prossimo, secondo quanto riporta la tv israeliana Canale 12 che cita fonti palestinesi. Stando a questa versione, Hamas avrebbe accettato mentre Israele non avrebbe risposto. Fonti israeliane, citate da Times of Israel, tuttavia hanno negato che ci siano stati «negoziati» con Hamas per un cessate il fuoco. Le fonti si riferiscono ad alcune dichiarazioni rilasciate al New York Times da un alto esponente di Hamas all’estero, Moussa Abu Marzuk, secondo cui l’organizzazione sta cercando una tregua. «Israele ha chiesto – ha detto Abu Marzuk – che Hamas cessi unilateralmente il lancio di razzi per 2-3 ore prima di decidere di fare lo stesso». Abu Marzuk ha aggiunto che Hamas accetterà un cessate il fuoco solo se «simultaneo e mutuale».

Protesters march through neighborhoods near a Ford Motor Company plant in Dearborn, Michigan on May 18, 2021, where US President Joe Biden is touring, to protest the Biden’s continued support for Benjamin Netanyahu’s administration. (Photo by SETH HERALD / AFP)

Biden duro in privato con Netanyahu

Si moltiplicano, intanto, le pressioni su Tel Aviv. Nella sua ultima telefonata al premier israeliano Benjamin Netanyahu, Joe Biden gli avrebbe lanciato un messaggio in privato più duro di quello reso noto pubblicamente, ammonendolo di poter fronteggiare solo per poco la crescente pressione delle comunità internazionale e del Congresso per chiedere che Israele cambi il suo approccio verso Hamas. Lo scrive il New York Times citando due persone a conoscenza del colloquio. Il giornale cita anche Ilan Goldenberg, un ex dirigente dell’amministrazione Obama esperto di Medio Oriente, secondo cui «abbiamo una nuova dinamica col Congresso che fa il poliziotto cattivo chiedendo al presidente di sospendere la vendita di armi e il presidente che fa il poliziotto buono. Questo può dare al presidente Biden più flessibilità e influenza in futuro con Israele», ha aggiunto.

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