HomeUltimo minutoIsraele, 2mila razzi lanciati finora da Gaza. Gaffe sull’attacco di terra

Israele, 2mila razzi lanciati finora da Gaza. Gaffe sull’attacco di terra

Gaza rimarrà senza elettricità a partire da domenica

Gaza esaurirà domenica le sue riserve di combustibile per far funzionare i generatori elettrici. Lo ha detto ai giornalisti una fonte dell’esercito, scrive Times of Israel. Prima del conflitto, nella Striscia vi era elettricità per 16 ore al giorno, ma ora sono solo cinque. Il rifornimento di combustibile avveniva tramite il valico di Kerem Shalom, che è ora è stato chiuso. Inoltre afferma la fonte, alcuni razzi sparati da Hamas hanno colpito linee elettriche all’interno della Striscia vicino la città di Rafah. Tre delle quattro turbine che alimentano l’impianto elettrico della Striscia sono già chiuse per mancanza di carburante. Il taglio delle forniture elettriche ha conseguenze anche sull’erogazione dell’acqua corrente, che ormai avviene ogni due giorni. Secondo la fonte, gli abitanti di Gaza sono molto preoccupati per la situazione di conflitto e rimangono chiusi a casa. Vi è anche rabbia per non poter festeggiare degnamente la festa di Eid al Fitr che segna la fine del Ramadan.

Ambasciatore Israele all’Onu, non vogliamo escalation, dobbiamo difenderci

«Lo Stato di Israele non è interessato a un’escalation. Tuttavia ha il diritto e il dovere di difendere la sua gente e la sua sovranità e continuerà a farlo». È quanto scrive in una missiva al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite l’ambasciatore israeliano all’Onu, Gilad Erdan, che sollecita una condanna per la pioggia di razzi dalla Striscia di Gaza contro Israele, accusando Hamas – e sottolineando il sostegno dell’Iran al movimento – di essere «responsabile per questi attacchi sanguinari». «Il fuoco indiscriminato dei razzi costituisce un duplice crimine di guerra: colpire i civili di Israele e lanciare razzi dai quartieri abitati dai civili e dalle istituzioni di Gaza – afferma nella missiva di cui dà notizia il Times of Israel alla vigilia della nuova riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza Onu – Hamas si presenta come ‘difensore di Gerusalemme e dei luoghi sacri’. E’ ovviamente una bugia. E’ chiaro che Hamas ha premeditato questa escalation di violenza e terrorismo».

Macron condanna attacchi Hamas e lancia appello alla calma

Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato con il presidente palestinese Mahmoud Abbas degli scontri in Medio Oriente e ha condannato gli attacchi di Hamas, esortando Abbas a “usare tutti i mezzi della sua influenza per ristabilire la calma il più rapidamente possibile”. È quanto si legge in una dichiarazione ufficiale in cui il presidente francese ha espresso le condoglianze per i palestinesi uccisi nel conflitto con Israele. Macron ha sollecitato “un ritorno alla pace” e un “rilancio decisivo” dei negoziati di pace, precisando che presto parlerà con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e con altri leader.

Berlino condanna gli attacchi alle sinagoghe in Germania

Le tensioni per la guerra tra Israele e Hamas si scaricano anche altrove, come hanno mostrato casi di attacchi a sinagoghe, in particolare in Germania. Il governo tedesco, attraverso il portavoce della cancelliera Angela Merkel, Steffen Seibert, ha condannato questi attacchi affermando che «manifestare dissenso pacificamente in Germania è garantito come libera manifestazione del pensiero, ma chi usa le manifestazioni per esprimere odio, abusa di questa libertà». «Proteste e attacchi alle sinagoghe, con danni ai simboli ebraici mostrano che si tratta non di critiche alla politica di Israele, ma di aggressioni e odio verso una religione e chi ne fa parte, e questo lo condanniamo con forza», ha detto il portavoce, annunciando conseguenze sul piano giudiziario.

Bennett via da possibile accordo di governo con Lapid

Intanto si smuovono le acque anche nella politica israeliana, alle prese con il rebus sulla formazione di un nuovo governo. Il leader di Yamina Naftali Bennett ha escluso di poter far parte ora di un governo del ‘cambiamento’ anti Netanyahu con Yair Lapid premier incaricato. Un esecutivo di quel tipo – ha detto citato dai media – è ora «fuori questione». Secondo le stesse fonti, Yamina riprenderà i colloqui con il Likud di Netanyahu. La decisione sarebbe legata – secondo i media – ai crescenti violenti disordini tra arabi ed ebrei. Al governo del «cambiamento» si accreditava la possibilità che potesse essere sostenuto dall’esterno dai partiti arabi.

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