HomeUltimo minutoIl boom dell’import-export Eu-Cina non salva le sorti dell’accordo bilaterale

Il boom dell’import-export Eu-Cina non salva le sorti dell’accordo bilaterale

La bilancia commerciale tra Cina e Unione europea in marzo è tornata ai livelli pre-pandemici nel primo trimestre con l’export a 195.1 miliardi di euro (+10.6%) e l’import a 176,3 miliardi (+19%), ma il Parlamento europeo va verso il congelamento del CAI, l’accordo reciproco sugli investimenti siglato in via di principio, confermando la linea di allenza con gli Usa in difesa di Taiwan. Pechino, intanto, protesta per il passaggio di navi USA nello Stretto di Taiwan, considerata una mossa in favore del partito indipendentista.

Bruxelles verso il congelamento dell’accordo?

Mentre a Pechino continuano i negoziati per concretizzare l’accordo bilaterale siglato in via di principio il 30 dicembre, il Parlamento europeo dovrà esaminare una mozione che punta a congelare formalmente il CAI, consolidare l’alleanza con gli USA e sostenere Taiwan.

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La reazione europea è stata determinata dal nodo del rispetto dei diritti umani nello Xinjiang e dalle prese di posizione che hanno innescato le sanzioni di Pechino nei confronti anche di cinque parlamentari europei.

Se approvata, sarebbe una pietra tombale sull’accordo che è frutto di un negoziato lungo sette anni e che andrebbe a regolamentare rapporti bilaterali con il principale partner commerciale della Ue, la bilancia commerciale di marzo conferma la rilevanza dei rapporti con la Cina diventata nel luglio scorso il primo partner commerciale della Ue.

Le tensioni montano sullo Stretto di Taiwan

Nei rapporti agitati tra Europa e Cina c’è anche Taiwan, alle prese in queste ore con una recrudescenza del coronavirus, oltre i 300 casi registrati e oltre 400mila dosi in arrivo di vaccino AstraZeneca per far fronte all’emergenza.

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