HomeUltimo minutoCoppa Italia femminile, la Roma batte il Milan ai rigori: la cronaca

Coppa Italia femminile, la Roma batte il Milan ai rigori: la cronaca

La squadra di Bavagnoli supera le avversarie rossonere dopo i tiri dagli undici metri. Nei ’90 sfida bloccata sullo 0-0

La Roma batte il Milan ai rigori e vince la Coppa Italia, primo trofeo della sua storia. Nata nel 2018 (come il Milan), è alla prima sua grande finale. È la prima volta che le giallorosse battono le rossonere, unica delle 16 squadre affrontate in tutte le competizioni. L’ultima gara della stagione femminile è anche simbolicamente la prima con il pubblico dopo il lockdown, sono 1.500 al Mapei di Reggio Emilia che aveva già ospitato l’edizione maschile. Grande equilibrio in campo per 120’, tante le occasioni ma nessun gol prima della sequenza finale dei rigori, con il portiere giallorosso Ceasar protagonista con due parate.

Milan partenza sprint—  

La foga è sempre stato il tratto distintivo di Maurizio Ganz che ora allena il Milan. Chi non se lo ricorda in campo con quelle movenze rapide, quasi febbrili? Il Milan parte che più aggressivo non si può. Le mezzali brevilinee del centrocampo a cinque, Boquete e Hasegawa, a pressare indiavolate a caccia di palloni. E infatti dopo appena trenta secondi è un’altra coppia, Giacinti-Dowie, 30 gol in due in campionato, a spaventare le giallorosse: l’inglese, imbucata dalla sua capitana, prova lo scavetto che esce di un soffio. Bavagnoli prende le misure, le centrali Bernauer e Giugliano rompono la linea e si sfalsano verticalmente, la partita si “richiude” subito. Bisogna aspettare il 20’ per la successiva fiammata, questa volta giallorossa. Che chiama al lavoro un’altra protagonista femminile dal match, Maria Marotta, primo arbitro donna a dirigere in Serie B e stasera osservata speciale in tribuna dal designatore Rizzoli. Thomas penetra in area da destra ed entra in contatto con Tucceri Cimini, per la signora in giallo non è rigore e non osiamo smentirla.

Niente Var—  

Il match non è spettacolare ma intenso come un brandy invecchiato, da sorseggiare lentamente, per intenditori di calcio. Il baricentro oscilla in pochi metri del centrocampo, il tatticismo e alto e i nervi ancora reggono anche se il numero dei falli cresce. La Roma fa diga con Bernauer e gioco con l’ex Giugliano e Andressa oltre che con le esterne Thomas e Serturini; il Milan palleggia di più e con Giacinti tra le linee prova a sparigliare le carte. All’11’ del secondo tempo la numero 9 è fermata sola davanti al portiere per fuorigioco. Ganz furibondo e impotente, senza la Var, si gira verso la tribuna in cerca di conferme e tutti i torti non li ha: c’era una gamba aperta di Swaby a tenere in gioco Giacinti.

Dal dischetto —  

Si gioca a due porte, non ci sono pause e al quinto quarto d’ora di gioco c’è un repentino calo di energie. La prima mossa è di Bavagnoli sulla fascia destra con Erzen per un’esausta Soffia. Ganz risponde con Grimshaw per Dowie, attaccante su attaccante, la Roma triplica poco dopo con Bonfantini per una spenta Lazaro e Greggi per Andressa. Al 2’ di recupero una bomba di Bernauer fa gridare al gol, palla che sfiora la traversa. Ancora la traversa a salvare la Roma al 6’ del primo tempo supplementare: Tucceri Cimini direttamente da corner chiama l’intervento del portiere che smanacciando la butta sul montante. Nonostante la stanchezza, le 22 in campo non sembrano voler andare ai rigori ma è inevitabile, con la seguente sequenza: Boquete parato; Giugliano gol; Agard gol; Serturini gol; Grimshaw parato; Linari alto; Tucceri Cimini palo; Bernauer gol.

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