HomeUltimo minutoColpo di Stato in Mali, i militari sequestrano presidente e primo ministro

Colpo di Stato in Mali, i militari sequestrano presidente e primo ministro

Nuova crisi in Mali, dove sarebbe in atto il secondo colpo di Stato nell’arco di nove mesi. Il presidente Bah Ndaw e il primo ministro Moctar Ouane, secondo quanto riferiscono media locali, sono stati fermati e condotti forzatamente dai soldati maliani in una base militare. L’ambasciata degli Stati Uniti a Mali, su Twitter, riferisce di un «aumento delle attività militari» nella zona. Il golpe arriva a ridosso delle formazione di un governo che non avrebbe incluso il ministro della Sicurezza Interna Modibo Kone e il ministro della Difesa Sadio Camera, una scelta che ha creato malumori e fatto trasparire frizioni nell’esecutivo di transizione che dovrebbe traghettare il Paese verso il voto nel febbraio 2022.

Il trasferimento nella base di Kati

Un funzionario del governo, in condizione di anonimato, ha confermato che i capi dell’esecutivo di transizione, appunto Bah Ndaw e Ouane, sono stati portati a Kati: il cuore dell’apparato militare maliano, dove già lo scorso 18 agosto 2020 il presidente eletto Ibrahim Boubacar Keïta era stato condotto dai colonnelli golpisti per comunicare le sue dimissioni. Sembra che siano gli stessi colonnelli ad essere coinvolti nell’azione di oggi, anche se le loro intenzioni non sono note. Poco prima di essere prelevato dai militari, il premier Ouane aveva detto all’Afp che gli uomini del colonnello Assimi Goita, attuale vicepresidente, lo avevano trasportato a casa del presidente Ban Ndaw.

Loading…

Il blitz dopo la formazione del nuovo governo

A Bamako si stanno rincorrendo diverse voci, ma le missioni internazionali hanno lanciato messaggi di cautele e l’atmosfera sembra – relativamente – calma. Il blitz dei militari è avvenuta poche ore dopo l’annuncio di un nuovo governo, segnato dall’estromissione di ufficiali vicini alla giunta che aveva preso il potere con il colpo di stato di agosto e capeggiata da Assimi Goita. A metà aprile, le autorità di transizione hanno annunciato l’organizzazione il 31 ottobre di un referendum su una riforma costituzionale da tempo promessa e fissato per febbraio-marzo 2022 le elezioni presidenziali e legislative . La persistente violenza jihadista ed il malcontento sociale rischiano di compromettere il percorso.

ARTICOLI CORRELATI
Continue to the category