HomeUltimo minutoAtalanta-Milan, il secondo posto per la Dea vale 10 milioni in più

Atalanta-Milan, il secondo posto per la Dea vale 10 milioni in più

La squadra di Gasperini vuole difendere il secondo posto in classifica: in ballo quote dei diritti tv, market pool e una serie di record per il club nerazzurro

Il secondo è molto di più che il primo dei perdenti. Il mantra gira a ripetizione a Zingonia e nello spogliatoio dell’Atalanta in questi giorni. Non che serva convincere Gian Piero Gasperini e i suoi sull’importanza della sfida contro il Milan, che domani può garantire il secondo posto in classifica alla Dea. Ma forse qualche tifoso sì, dopo la delusione della sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Juventus. Il ragionamento da bar (e da social, se ne sono lette parecchie…) sarebbe presto servito: restituire lo “sgarbo” ai bianconeri, tenendoli fuori dalla prossima Champions. Come? Lasciando strada ai rossoneri all’ultima giornata di campionato. “Stupidate”, le bollerebbe di nuovo il Gasp, come giustamente fatto nella conferenza di vigilia della finale di Reggio Emilia. Perché, andando oltre agli scontati principi di sportività, per i nerazzurri la seconda piazza sarebbe storica in campo, e utile pure fuori.

Record—  

Vincere contro il Milan (ma potrebbe bastare anche un pareggio, se il Napoli non battesse il Verona…) consegnerebbe la squadra di Gasperini agli annali. Mai l’Atalanta ha chiuso un campionato di Serie A così in alto. Ad appena un gradino dallo scudetto. Al contempo, la Dea stabilirebbe altri quattro nuovi primati nella sua storia: numero di vittorie (24, superando le 23 dello scorso anno), successi nel girone di ritorno (14, uno in più dell’ultimo campionato), punti (81, prima volta oltre quota 80, battendo i 78 del 2019-20) e vittorie consecutive in casa (8, una in più che in altre tre occasioni – 1948, 1968 e 2020).

Giudizio—  

Sconfiggere il Milan, poi, certificherebbe un’ulteriore crescita rispetto al passato. Può il giudizio su un’intera stagione dipendere da una sola partita? I puristi storcerebbero il naso e non a torto. Ma a conti fatti, perdere domenica significherebbe, con ogni probabilità, chiudere al quarto posto in classifica. Peggio che nelle ultime due stagioni, terminate con la terza piazza e ugualmente senza un trofeo. Sottigliezze, ma fino a un certo punto. Anche a livello psicologico, per Gasperini e per il gruppo sarebbe importante ricominciare, la prossima stagione, con la consapevolezza di essere in costante miglioramento e sognare di alzare ancora l’asticella.

Somma totale—  

Ma arrivare secondi non è solo questione di prestigio. Balla anche qualche milione di euro. Se si considerano solo le quote della distribuzione dei proventi dai diritti tv, come stabiliti dalla riforma Lotti del 2018, un’Atalanta quarta in classifica, dopo un eventuale k.o. contro il Milan e dando per scontato un successo del Napoli col Verona, perderebbe circa cinque milioni rispetto a un’Atalanta seconda. Cinque milioni a cui se ne aggiungerebbero all’incirca altri cinque di market pool Uefa. Perché il 50% dei cosiddetti “soldi della Champions” viene diviso tra le prime quattro in campionato, ma non in parti uguali. E anche qui dal secondo al quarto posto si scende da 7,5 a 2,5 milioni, con un saldo negativo di cinque. La perdita sarebbe più ridotta se da seconda l’Atalanta dovesse passare a terza (perdendo con il Milan, ma senza una vittoria del Napoli): si va dai 4 ai 5,5 milioni. Mentre l’ipotesi che eliminare la Juventus dalla prossima Champions League, con la qualificazione del Milan, porti vantaggi economicamente alla Dea è quantomeno ardita nell’attualità. Di sicuro non subito e nemmeno il milione di euro legato alla quota sui risultati dello storico – cioè degli ultimi 10 anni – perché i rossoneri hanno fatto, così come la Juve, meglio dell’Atalanta nel periodo. In linea puramente teorica, un ragionamento del genere potrebbe reggere solo se si pensasse che il Milan nella Champions 2021-22 sia eventualmente destinato a compiere molta meno strada dei bianconeri, perché nella quota riservata a ciascun paese la suddivisione dipende dai risultati della tua squadra e delle connazionali. Ma avrebbe senso una scommessa del genere? Ovviamente no. E lo sanno sia la squadra che il club.

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